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Kurt McGee annuncia il ritiro: l’ultimo match a UFC 332 nello Utah

Kurt McGee, campione di The Ultimate Fighter 11, si ritira dopo 16 anni di carriera e 29 match in UFC. L’ultimo incontro a ottobre a Salt Lake City.

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Un emozionante addio per uno dei veterani del MMA

Kurt McGee, fighter americano di MMA e campione della 11ª stagione di The Ultimate Fighter, ha ufficialmente annunciato che il suo incontro previsto per UFC 332 sarà l’ultimo della sua carriera. L’evento si terrà il 3 ottobre al Delta Center di Salt Lake City, Utah, città natale nelle vicinanze di McGee. Sebbene l’avversario non sia ancora stato confermato, l’annuncio ufficiale arriva dopo una lunga e prestigiosa carriera che conta 29 apparizioni nell’ottagono e una presenza continua in UFC per 16 anni. La notizia ha suscitato grande emozione tra i fan del MMA, che conoscono McGee come un combattente tenace e simbolo di perseveranza.

Una carriera ricca e complessa

McGee, nato e cresciuto a Ogden, Utah, ha iniziato il suo percorso in UFC nel 2010, partecipando alla 11ª stagione di The Ultimate Fighter e conquistando il titolo dei pesi medi battendo Chris McCray nella finale. Da allora ha vissuto una carriera fatta di alti e bassi, con un record complessivo di 22 vittorie e 14 sconfitte, di cui 11-13 in UFC. Nel corso degli anni ha affrontato fighter di grande calibro come Robert Whittaker, sconfitto per decisione divisa nel 2013 prima che Whittaker diventasse campione mondiale dei pesi medi, e Carlos Condit, ex campione dei pesi welter.

Nonostante risultati altalenanti negli ultimi anni, McGee è considerato un combattente duro e carismatico, capace di mantenere la sua rilevanza nell’arena competitiva UFC per un periodo molto lungo, un risultato raro in uno sport così esigente. La sua carriera si è estesa per 16 anni, con 29 apparizioni nell’ottagono, un numero che lo colloca tra i veterani più esperti dell’organizzazione.

Oltre l’ottagono: una storia di vita ispiratrice

La carriera di McGee non si misura solo con titoli e record, ma anche con la sua storia personale unica. In passato ha combattuto contro la dipendenza da droghe e alcol, riuscendo a mantenere la sobrietà per oltre 20 anni. Questa lotta lo ha trasformato in un simbolo di speranza e rinascita per molti. Nel 2015 ha fondato “The McGee Project”, un’organizzazione dedicata all’educazione e alla sensibilizzazione sulle dipendenze tra i giovani, nelle scuole, nelle carceri e nei centri di recupero. Il suo impegno fuori dal ring riflette la sua volontà di aiutare gli altri e cambiare vite.

Un addio a Salt Lake City

La scelta di McGee di ritirarsi nell’ottagono vicino a casa, a Salt Lake City, aggiunge un valore emotivo al suo addio allo sport. In un’intervista a MMA Mania ha dichiarato che tornare in questo luogo è nostalgico e significativo, dato che l’Utah è la casa dove è cresciuto e ha iniziato il suo percorso. Il match di ottobre segnerà la fine di un capitolo lungo quasi due decenni, durante i quali è diventato una delle facce più riconoscibili di UFC e del MMA in generale.

Ora, dopo aver firmato un ultimo contratto per 4 incontri e aver affrontato diversi infortuni, McGee ha deciso di chiudere il capitolo da combattente per dedicarsi ai suoi progetti personali. L’annuncio ufficiale del ritiro è arrivato dopo una sconfitta per decisione contro Michael Chiesa a UFC Atlanta, dove ha dimostrato di poter ancora competere ad alto livello nonostante le difficoltà fisiche.

Il futuro dopo l’ottagono

Mentre McGee chiude la porta alla sua carriera da fighter, è previsto che continui a influenzare il mondo del MMA da fuori. Il suo impegno nella lotta contro le dipendenze e nell’educazione alla prevenzione rimarrà un pilastro della sua vita. Inoltre, si prevede che McGee rimanga coinvolto nel mondo delle arti marziali miste, sia come allenatore, figura pubblica o consulente, portando con sé l’esperienza e le conoscenze accumulate in tanti anni di carriera.

Con tutti i suoi successi e le sfide affrontate, McGee lascia un segno importante nel mondo del MMA, e la sua storia personale è fonte di ispirazione per molti combattenti e fan in tutto il mondo. Il suo ritiro segna la fine di un’era, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo nella lotta per una vita migliore per chi combatte contro le dipendenze.